Il web, il cugino e la PMI.

Inauguriamo la settimana presentando alcuni dati di sicuro interesse elaborati dal nostro Istituto di Statistica Interno in merito al rapporto economico tra Piccole Medie Imprese e Amanti del web.

Viene presentato il preventivo
Clienti che sostengono di avere un lontano cugino che costa un terzo: 42.53%
(indipendentemente dalla cifra è sempre un terzo)
Clienti che sostengono di avere un amico con un lontano cugino che costa la metà: 31.86%
(indipendentemente dalla cifra è sempre la metà. L’amico ci fa la cresta.)
Clienti che, non avendo cugini nè amici con cugini, sostengono che la cifra è troppo alta: 25.61%
(indipendentemente dalla cifra è sempre troppo alta)

La richiesta di sconto
Clienti che chiedono lo sconto in quanto “nuovi clienti”: 15.43%
Clienti che chiedono lo sconto in quanto “vecchi clienti”: 27.81%
Clienti che non chiedono lo sconto perchè han già deciso che non vi pagheranno mai: 9.47%
(Il restante non arriva a questa fase perchè decide di chiedere ancora una volta al cugino, che non siete voi)

Il mancato pagamento
Clienti che non pagheranno perchè senza soldi: 23.81%
Clienti che non pagheranno adducendo a motivazioni varie non dipendenti da loro: 38.20%
(cataclismi, guerre, eventi naturali, crisi economiche, politiche e matrimoniali)
Clienti che non pagheranno perchè tanto siete loro cugino: 37.99%

L’avvenuto pagamento
Clienti che pagheranno tutta la cifra ma in ritardo: 30.13%
Clienti che pagheranno parte della cifra ma puntuali: 33.81%
Clienti che pagheranno in altre forme perchè tanto siete loro cugino: 36.06%
(in prevalenza risulta “porzione di birra e salamella alla sagra estiva”)

Fonte dati: Istituto di Statistica Interno #Amoilweb 2012 – Sconsigliamo di usare i dati indicati all’interno delle vostre presentazioni.

20 thoughts on “Il web, il cugino e la PMI.

  1. Fede77 ha detto:

    Quante verità…

  2. Salvanet ha detto:

    che triste verità!

  3. ilariapic ha detto:

    Quelli a cui presenti il preventivo e non si fanno più sentire, in che categoria sono?

  4. Gian ha detto:

    Facciamo cosi. Mi fate lo sconto del 50% e potete dire che siete nostri fornitori. Vi diamo anche il permesso di,mettere il nostro logo sul vostro sito

    • Dz ha detto:

      …che guarda che io ho tanti lavori da portare…

      • Michele ha detto:

        guarda che sto dando il tuo numero ad una marea di clienti… poi però non ti arriva nessuna telefonata… però lui per questo ti chiede lo sconto.

        Inoltre clienti a cui se chiedessi 10 euro e comunque è troppo ahuhuaha

  5. Acid ha detto:

    ahahahah oddio che triste verità

  6. Dario ha detto:

    io oltre al cugino sento spesso nominare
    il cognato !
    complimenti per il post
    purtroppo (per noi) è davvero azzeccato

  7. Benedetto Motisi ha detto:

    Permettimi di citare una mia vecchia massima “L’Italia è un paese fondato sul lavoro. Solo che mi cugino lo fa meglio e costa la metà.”

  8. masteruan ha detto:

    Ho notato un errore di calcolo statistico. Alla voce “Avvenuto pagamento” la percentuale di parentela (cugino) scende inspiegabilmente al 36.06%. Questo è dovuto alla normale moria del campione, o al famoso effetto ampiamente documentato “cugino non pagante”?

    • amoilweb ha detto:

      Abbiamo verificato i dati con il nostro centro statistico. Mi riferiscono, ringraziando per la nota, che il calcolo è relativo solo ai casi di Avvenuto Pagamento in cui si evidenzia la presenza di parentela (per cui il pagamento avverrebbe sotto altre forme). Nella voce precedente Mancato Pagamento è presente una percentuale più o meno analoga (scostamento rilevato +1.93%) di cugini ma che in questo caso non pagano.
      Dacché, volendo operare una analisi specifica, si può dire che vi sia una ripartizione dei cugini quasi al 50% tra paganti e non. Il dato lascerebbe intendere che c’è una alta probabilità di non essere pagati o di ricevere salamelle e birre ogni qualvolta si lavora per parenti.
      L’Istituto, contravvenendo al naturale approccio che prevede una visione dei numeri distaccata e non soggettiva, suggerisce di “evitare rapporti lavorativi con cugini o parenti con gradi di parentela analoga”.
      Per quanto concerne la normale moria del campione sono stati applicati parametri correttivi.

      Alcune analisi specifiche, indotte dalla sua gentile richiesta, hanno riscontrato un importante quanto inspiegabile incremento nella moria del campione tra coloro che nell’immediata vicinanza temporale al nefasto accadimento si collocavano nella fascia dei non paganti.

  9. francesca ha detto:

    ahahhaahh!! è bellissimo!!!

  10. Nievsky ha detto:

    1) Credo che siano dati fondamentali da utilizzare obbligatoriamente all’interno delle presentazioni per aiutare il cliente a collocarsi nella sua categoria di appartenenza
    2) Questi dati sono ancora più reali se si considera la loro immutabilità negli anni. Si confermano a prescindere da guerre, cataclismi, rivoluzioni, disastri ambientali, crisi economiche, crisi sociali e di identità.
    3) I dati non vengono influenzati dal numero di cugini del cliente nè dal grado di “cuginità” (primo, secondo, terzo grado…).

  11. Luca ha detto:

    Forse a voi non è mai capitato il nipote che studia Informatica che si accorge della mancanza del meta tag “keywords” e suggerisce allo zio impresario che senza quello il sito non verrà indicizzato…

    • amoilweb ha detto:

      Direi che quel tipo di “nipote” è proprio uno standard assai diffuso.
      Del resto ogni famiglia ha uno zio scapolo e donnaiolo così come c’è anche un nipote che non capisce un cazzo di SEO ma si ritiene esperto.

  12. SAMM ha detto:

    Sei un grande,
    Corro subito a linkarti nei siti consigliati.

  13. Darkgirl ha detto:

    Birra e salamella ok, ma senza una porzione di patatine fritte non se ne fa nulla.

  14. Tristemente vero, tranne per una cosa:in Sardegna si paga a pecorino e cannonau.

  15. Stefania Parma ha detto:

    Sei troppo mitico!!! Vogliamo il libro di “Amo il web”

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