La compagnia dei numeri pìppari.

Ne “La solitudine dei numeri primi” il noto riferimento matematico del titolo va ai numeri primi gemelli: coppie di numeri, distanziate di appena due unità, appartenenti al misterioso insieme dei primi, numeri divisibili soltanto per se stessi o per 1.

Tutti dispari, ad eccezione del 2 che è pari (in quanto divisibile per 2 cioè se stesso e quindi primo).
11 e 13 sono primi gemelli, ma anche 821 e 823 o 2.760.889.966.649 e 2.760.889.966.651, quelli a cui si riferisce Giordano nel suo romanzo.

Ma il fascino dei numeri primi non è solo letterario. Tutt’altro. A suon di congetture e ipotesi ci si scrania a dimostrarne l’infinità e a trovarne la regola che li ritma e distribuisce fin dai tempi di Euclide e prima ancora.

Non meno affascinati ma di ben più difficile determinazione sono invece i numeri pìppari.
I numeri pìppari sono infatti numeri reali la cui quantificazione non è comprensibile se non da colui o coloro che li dichiarano. Il nome deriva dal fatto che, se ne viene richiesta ragione o spiegazione del metodo di calcolo di cui sono risultato, ne segue un pippone incomprensibile e dai contorni assai fumosi. E spesso molto molto lungo.

Sono assai utilizzati nel marketing, nelle analisi di mercato e di investimenti e nelle determinazioni statistiche ove vengono snocciolati alla bisogna per difendere il proprio operato, per tirarsela professionalmente o per accusare il mancato raggiungimento di risultati, sempre con la nota che nessuno possa controbattere mancando nei fatti alcun elemento scientifico razionale noto per negarne la correttezza.

Mi capita spesso di trovarmici davanti, il nostro mondo è pieno di pìppari: presentazioni a tutto il marketing di multinazionali da parte di importanti agenzie e centri media presentano almeno due o tre numeri pìppari a spiegazione degli ingenti investimenti richiesti.
Inconfutabili e inattaccabili, spesso calcolati tramite misteriosi algoritmi e tool “della nostra sede americana” o britannica (evidentemente gli anglosassoni sono più avanti sul fronte dei pìppari) vengono accettati senza colpo ferire. Se il tool di calcolo dell’algoritmo degli investimenti media (o altro algoritmo di invenzione che abbia un nome di fantasia angolofono) dice che le campagne contribuiscono per il 25% sulle vendite nessuno oserà ribattere. E se chiederete come sia stato ottenuto beccatevi il pippone e restate con i vostri dubbi.

I pìppari sono numeri appartenenti all’insieme dei numeri plausibili (ovvero collocati nella parte alta di una gaussiana che abbia come media un numero abbastanza sensato) e si dividono in tre tipologie:
– pìppari innocui: sovente inutili sono determinati per il calcolo di cose che non fregano a nessuno e che fan poco danno. L’indice di Klout ad esempio è un chiaro caso di pìpparo innocuo. Anche il caduto in disgrazia PageRank è oramai innocuo, ma resta evidentemente un bel pìpparo.

– pìppari comodi (o prevedibili): il web è tutto misurabile per cui presto o tardi vi troverete anche voi a dover prevedere un qualche risultato per una attività che state proponendo, quasi aveste la sfera di cristallo. Sfoggerete allora un bel pìpparo comodo, ovvero collocato nella parte bassa o bassissima di un intervallo di buon senso. Quanti si iscriveranno alla newsletter? Un bel pìpparo calcolato percentualmente a ribasso come rapporto sui visitatori unici e siete a posto.

– pìppari nefasti (o posteriori): usati contro qualcuno a conclusione di una attività, generalmente per criticarne l’operato. Il PageScore di Socialbaker ad esempio: nessuno sa davvero come si calcoli ma è talvolta usato per accusare social media manager poco apprezzati senza lasciar diritto di replica. O il mancato raggiungimento di un obbiettivo, specie se non dichiarato prima, viene sempre accompagnato da un pìpparo gentilmente calcolato dal tal consulente aziendale (che vi soffierà il lavoro la prossima volta).

Ma il pìpparo più noto e amato, detto anche pìpparo assoluto, ha addirittura la presunzione di rispondere alla domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto. Non chiedetemi di spiegarlo: questo post è già troppo lungo perché faccia seguire il consueto pippone accompagnatorio.
Accontentatevi di sapere che è 42 e, come per tutti i numeri pìppari, va accettato e basta.

23 thoughts on “La compagnia dei numeri pìppari.

  1. Warp9 ha detto:

    Mi è sembrato di vedere le riunioni dei miei colleghi in ufficio.

    Kudos.

  2. gaberricci ha detto:

    Si può mettere solo un mi piace vero? Peccato…

  3. Signor Smith ha detto:

    L’ha ribloggato su Pizzeriaitaliae ha commentato:
    Deep Thought Rules

  4. mrrobius ha detto:

    L’ha ribloggato su Matematica 2.0e ha commentato:
    La matematica(?) dei numeri pipperi!

  5. Oana ha detto:

    Tutto bellissimo,tutto giustissimo,ma “obiettivo” ha una sola b, a meno che non sia anch’essa pippara.

  6. laperfezionestanca ha detto:

    Si, d’accordo, la risposta è 42, ma la domanda qual è? Avete già costruito Pensiero Profondo? E Artur Dent è lì con voi?

  7. lrosa ha detto:

    Il primo incontro con un numero pipparo non si scorda mai.

    Erano i primi anni 90 e mi avevano mandato per una consulenza nella sede di una multinazionale per fare delle procedure legate ai loro budget. Si trattava (sto semplificando) di prendere il totale e ripartirlo sui mesi e fare atri calcoli.

    12 e’ un bel numero perché è 2^2 * 3, ma loro non usavano i mesi.

    Usavano i “periodi”. Ed erano 13. Un fottuto numero primo.

    Quando ho chiesto perche’ 13, la risposta lapidaria e’ stata “perche’ ha una precisione maggiore di 12 e 14 sarebbe troppo”.

    Anni dopo ho scoperto che nei primi anni 90 usare “13 periods” era una moda nelle societa’ americane.

    • davidezavattero ha detto:

      quindi oltre agli anni bisesitili ci sono stati anche gli anni pìppari?

      • lrosa ha detto:

        Qui il pipparo (o pippaiolo) e’ il consulente che ha avuto per primo quella bella idea. E magari l’ha fatto con un profluvio di slide di Hardvard Graphics (non c’era Power Point).

    • Tutto ha un senso.

      Quante settimane ci sono in un anno? : 52
      Quante settimane ci sono in un mese? : 4
      Quante fa 52 : 4? : 13

      Quindi i mesi devono essere 13 e non 12. 🙂

      Era l’escamotage usato per far pagare di più da una compagnia telefonica di cui non ricordo il nome.

  8. Leonick ha detto:

    Sinceramente: complimenti e stima!
    Ho sottoposto il testo al mio collega del Massachusset Institute of Technology, un autostoppista galattico, che ne ha stimato il 18,3% di probabilità che diventi virale…

  9. Saretta.L ha detto:

    Beh ma tra tutto 42 mi pare il numero pìpparo più sensato

  10. L'Orco Lurco ha detto:

    Come sarebbe a dire che 42 va accettato e basta? 42 viene dal fatto che è 6×9, mi pare ovvio.

  11. quio71 ha detto:

    Bisogna sentire cosa ne pensano i topi.

  12. L'arco parco ha detto:

    seee da quando in qua 6×9 = 42?? forse volevi dire 9×6 !! Ovviamente..

  13. Nora Marchini ha detto:

    tutto ciò ci entra con il Pippero?

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