Il grande Giuse.

I motti di Amoilweb: frasi e locuzioni pronte per ogni occasione.

“Garibaldinamente rispondo: ‘Obbedisco’!”

Ci sono frasi e battute che siamo usi adottare per ischerzo e scherno, altre che, pur nel tono ridanciano, sono veri e propri strumenti di lavoro. Questa è una di quelle più utili per riassumere in breve il proprio dissenso e rassegnazione senza perdere il sorriso e il Cliente.

Ecco quando può tornar comoda.

La pazienza non ci manca. Non starò qui a raccontare per l’ennesima volta le mie e vostre giornate. Specie se come me vi occupate di strategie e meccaniche partecipative o avete l’incombenza di portare ai vostri Clienti ragioni e spiegazioni tecniche necessarie ad affrontare scelte fondamentali per la costruzione di qualsiasi progetto.

Lo sappiamo tutti: i Clienti che si fidano per partito preso sono assai rari. Tutto sommato non possiamo certo biasimare coloro che vogliono capire e decidere circa le sorti dei servizi che stanno acquistando.
Il problema infatti non si pone quando siete chiamati a render conto delle modalità con cui intendete costruire la vostra soluzione e avete di fronte interlocutori preparati e in grado di valutare nello specifico le implicazioni (tecniche, strategiche o creative che siano).
O, davanti a Clienti meno formati, se si restasse ad un livello generale di discussione e le scelte di dettaglio fossero affrontate solo come occasione didattica per trasferire, in linguaggio comprensibile, conoscenze e spiegazioni utili a comprendere un mondo a loro estraneo.

Declinando ciò che il grande Murphy da sempre ci insegna, invece è noto: meno capiscono e ne sanno, più vorranno imporre le loro indicazioni.
È giusto, direte voi. Pagano e chiedono: a noi tocca, pur esprimendo argomentato dissenso davanti a scelte che non condividiamo, rispondere come richiesto.

Ma (perché c’è sempre un ma) è più forte di me.
Finché si tratta di piccole fissazioni, opinabili dettagli di gusto, minime imposizioni tecniche, dopo una (velata e poco sostenuta) critica, mi ritiro in buon ordine quasi senza fiatare.
Se invece la richiesta è grossolanamente idiota e davvero discutibile quando non addirittura dannosa per il richiedente stesso, non riesco a tacere. Non posso trattenermi. Non voglio incrociare le braccia davanti all’omicidio di un buon progetto, all’assassinio del buon senso e allo sterminio della tecnica.
E parto con serrati tentativi di convincimento, alternando pazienti e paterne spiegazioni didattiche a scatti d’ira e coup de théâtre motivati da esperienze precedenti in cui scelte infauste di altri hanno prodotto esiti disastrosi per tutti.

“Pois bianchi su fondo lilla non è la scelta più adatta per un sito, anche se piacevano tanto a sua zia Aurelia buonanima.”
“Fare il logo ancora più grande lo farà fuoriuscire dal monitor per fagocitare il povero utente.”
“La form con 354 campi tra cui la taglia delle mutande e il colore dei cuscini del divano dell’utente non sarà mai compilata da quanti vorranno iscriversi alla sua inutile newsletter.”
“Mettere in palio uno sbucciabanane elettrico non convincerà i reticenti a compilare la form di cui al punto precedente.”
“E non aumenteranno a dismisura i fans su Facebook solo perché riproponiamo l’ennesima applicazione con cui puoi caricare le tue foto per farla votare solo perché come sostenete “tanto gli utenti non hanno un cazzo di meglio da fare”.”
“E non credo che realizzare un algoritmo degno di Mountainview per ricercare tra i 12 prodotti del vostro catalogo aumenterà le vendite.”
“Come impostare una campagna Adwords usando dei termini, tra cui “Ben Ten Forza Aliena” e “Casalinghe vogliose”, che non c’entrano nulla con il vostro sito web renderà i vostri visitatori felici di conoscere le vostre macchine per la lavorazione dell’acciaio.”
E così via.

Mi rifiuto. In parte perché mi piace fare il mio lavoro con passione e per bene. In parte perché quando salterà fuori il merdone fanno tutti presto a dare la colpa a noi e alle “nostre” subite scelte. E in parte perché tutto sommato ci tengo ad onorare l’appellativo di “simpatico stronzo rompicoglioni” che mi sono conquistato presso i Clienti in una decade di onorato servizio.

Arriva però un momento, quando tutti i tentativi pazienti o irosi non hanno sortito alcun effetto, in cui c’è da scegliere se perpetrare il rifiuto (e perdere la commessa e magari il Cliente) o lasciar correre. Di solito a quel punto mi appare la sfocata scena in bianco e nero, degna dei migliori film del Neorealismo Italiano, dei miei figli.
Vestiti con abiti dismessi più grandi di loro, si affacciano dalla porta di una casupola d’assi di legno alla periferia della grande metropoli, con la ciotola di legno in mano e la faccina sporca, urlando “Papà, papà! Hai portato un pugno di riso per mangiare qualcosa, questa sera? O hai mandato a fareinculo anche l’ultimo Cliente che ti era rimasto?”

Allora, ripresomi dalla tremenda immagine alla Romacittàaperta, drizzo la schiena, batto i tacchi in posa marziale (anche se di solito il Cliente è al telefono e non assiste a cotanta preparazione) e con voce impostata e militaresca declamo:
“Garibaldinamente rispondo: ‘Obbedisco’!”.

Di solito anteponendo a quell”Obbedisco’ detto tutto d’un fiato, una pausa utile a creare la sufficiente attesa e richiamare in tutto e per tutto l’atteggiamento che i dipinti ancora ci riportano del grande Giuseppe Garibaldi.

Sia chiaro. Non serve ad un beneamato. Per quanto abbia usato e abusato di questa frase mai nessuno ha fatto marcia indietro.
Ma la ricordano, vuoi per l’ironia, vuoi per la scenetta, vuoi perché inaspettata. E ne percepiscono il senso di rassegnazione e disappunto che si porta dietro. Per cui al sollevarsi del problema a posteriori ben si guardano dal tentare di scaricare il barile delle responsabilità sull’obbediente Garibaldino.

Per questo continuo ad elargirla con l’orgoglio e la dignità del condannato al patibolo. Rendendo doveroso omaggio alla zia Assunta mentre faccio impiastricciare con pois bianchi su fondo lilla i bei progetti dei miei Clienti.

7 thoughts on “Il grande Giuse.

  1. Cliente – Voglio la somma di tutte le quantità in magazzino
    Io – Divisa per tipo di materiale? La carta, la pasta, le sedie, la benzina…
    Cliente – No, una somma unica.
    Io – Obbedisco!

    PS: Riconosco che non è arte come i pois bianchi su fondo lilla. 🙂

  2. Fatina del Sole ha detto:

    Io sono arrivata a rispondere con le seguenti parole (testuali) : “Haaaaa, calma e gesso!!! Prima di creare panico e sgomento è sicuro di ciò che vuole sia fatto? Maaaa Sicuro sicuro? L’ha voluto lei e io Obbedisco! Non mi si dia la colpa se poi non piace”

    Alcuni mi rispondono lei cosa ne sa, esegua e basta (e qui mi si viene esonarata la futura colpa, che puntalmente uso come arma di difesa)
    Altri mi chiedono cosa farei io … (e qui gioco in casa 😉 )

  3. Giane ha detto:

    Di queste storie ne possiamo raccontare a milioni.
    All’annuncio del mio licenziamento (l’unico sviluppatore che pur essendo apprendista ne capiva vagamente qualcosa di cosa stavamo facendo) invito i miei capi ad assumere una persona con “esperienza”
    Capo: Ma con quello che pago uno con esperienza ci pago tre stagisti
    IO: An OoooooK

  4. Manu Ela ha detto:

    in questi giorni sto rinnovando il mio portfolio online. Ho dovuto escludere una buona fetta del mio lavoro perchè mi vergogno delle grafiche che mi hanno costretta a fare. OBBEDISCO! (ma poi me ne pento)

  5. Regina Moretto ha detto:

    dopo anni di progetti massacrati, grafiche ignobili (di cui mi vergogno), servizi inutili che nessun navigatore utilizzerà mai perché – anche se non ha di meglio da fare – sicuramente preferirà fare nulla – stagisti umiliati e intelligenza vilipesa, dopo aver lavorato per gente che scriveva om peige e imeil (giuro!) vi ho trovato e mi sono sentita meno sola 😀
    grazie!

Commenta l'Amoilweb:

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: