Che si fugge tuttavia.

Lezione di informatica per anziani, dopo aver spiegato il funzionamento del mouse e puntatore.

Signora: Professore! Ma io non vedo nulla!

Io: Riprovi signora, metta il mouse sull’icona in alto e clicchi due volte…

Signora: Non riesco…

Io: Non si preoccupi, arrivo…ops!

Signora: Vede?

Io: Ehm, con “spostare il mouse sull’icona” non intendevo dire che deve appoggiarlo direttamente sul monitor… Scusate tutti: spostiamo solo la freccina… il mouse lasciatelo pure sulla scrivania…

Un simpatico contributo di E404Media che Ama il web, non ricambiato. A lui e ai suoi studenti tutta la nostra ammirazione. Bravi “ragazzi”, vi aspettiamo tra gli Amanti del web!

17 thoughts on “Che si fugge tuttavia.

  1. skorpion scrive:

    stamattina son passato alle poste. c’era la tipa che usava il mouse al contrario! con la mano destra ma girato di 180°,bottoni in basso e lo muoveva con la punta delle dita….

    te la mando da te?

  2. Alessandra scrive:

    E come è riuscito a non scoppiare a riderle in faccia? :-O

  3. Spero fosse una vecchina 😀 anche se dopo aver seguito questo blog a lungo non sarei prontissima a scommetterci una cifra… 😀

  4. Natalia scrive:

    Che accada con la signora anziana, passi (anzi, complimenti alla signora).
    A me capitò la medesima cosa anni fa con un venticinquenne o giù di lì, al quale dissi “ma tu credi che noi qui siamo tutti scemi a passare la giornata a strofinare il mouse sul tavolino?”

    ps skorpion, ne gira più d’una!

    • Shine Le Amiche scrive:

      questa era successa anche a me. durante una lezione un’allieva solo cinquantenne, al mio invito a muovere il mouse per controllare la velocità del puntatore, ha iniziato a “pulire” il monitor con movimenti circolari (del mouse).

  5. andrea scrive:

    Professore scusi il mio computer non ha il portabicchiere…(successo veramente, credo si riferisse al cassettino per i cd)

    • amoilweb scrive:

      Il tema del “portabicchiere” mi è stato inviato da talmente tanti utenti che comincia a venir meno la mia certezza che si tratti “solo” di una leggenda metropolitana… presto in pubblicazione…

      • TheSillyOne scrive:

        La storia del “cup holder” forse non è una leggenda metropolitana, ma è una storia così vecchia che ha fatto in tempo a diventare storica. Credo sia antecedente ad internet, o comunque alla sua diffusione di massa.

  6. Warp10 scrive:

    Nelle mie prime lezioni con classi “vergini” specifico sempre che:
    – il computer è il parallelepipedo grande, quello vicino è solo il monitor (tanto tempo fa un cliente mi telefonò in ufficio dicendo che il computer non funzionava, gli dissi di portarmelo e poco dopo lo vidi arrivare con un gigantesco 17″ CRT e niente altro)
    – il mouse ha un pulsante sinistro ed uno destro ed indico qual è il sinistro e qual è il destro (una signora mi chiese di specificare con chiarezza quali fossero per evitare di sbagliarsi)
    – la feritoia per i floppy non è la bocca della verità (per fortuna è sparita, ma occorre fare un po’ di storia, a volte)
    – il mouse si usa coi pulsanti verso l’alto (è capitato qualche volta che un allievo lo usasse al contrario col polso sui pulsanti)
    – il porta-CD non è un portabicchiere (non è una leggenda metropolitana) e non serve per sfidare gli amici a chi riesce a non farsi tranciare le dita infilandole nel pertugio e premendo il pulsante di chiusura (lo faceva il figlio di un mio cliente. Quando il cliente m’ha chiesto cosa si poteva fare gli risposi che il figlio aveva solo dieci dita a disposizione e quindi che ci stesse attento)
    – l’antivirus serve (la figlia di un mio cliente continuava a ricevere messaggi dall’antivirus che le dicevano che i file che riceveva da un’amica erano infetti. Lei, esasperata, disinstallò l’antivirus)
    – il cestino non serve come memoria di transito (un mio cliente lo usava così fino a quando sua moglie non lo svuotò e lui perse quasi tutti i documenti della ditta)
    – i messaggi si leggono (sono stufo di conversazioni come questa:
    Cliente : Il programma non funziona
    Io : Che messaggio è venuto fuori?
    Cliente : Messaggio? Non lo so, io ho spento)
    – Lo 0 (zero) e la O (lettera) sono due simboli diversi, soprattutto per Excel (una mia allieva, laureata in economia e commercio, non riusciva a capire perché 1OOO non fosse accettato proprio da Excel come numero)
    – il computer non legge nelle menti delle persone (se vuoi fare una cosa devi farla tu ed anche bene)
    – Excel non è dotato di capacità divinatorie (se sbagli una formula ottieni, nella migliore delle ipotesi, un risultato sbagliato – se te ne accorgi bene, altrimenti ciccia)
    – il computer non ama ed il computer non odia (lo so, qui ci sono molte persone che avrebbero da ridire sulla seconda affermazione 🙂 )

    • amoilweb scrive:

      Mi pare un validissimo memorandum per veri niubbi… Grazie mille!

    • Fucrem scrive:

      Analisi condivisibilissima, aggiungerei:
      – il computer odia eccome, soprattutto se sei un programmatore e si “costretto” a farlo in ambiente winzoz, della serie: programmi che dovresti mostrare al capo che funzionano su tutte le piattaforme, tranne il winzoz dell’ufficio del capo.
      – la laurea spesso non coincide con un adeguata elasticità mentale a risolvere problemi “tecnici”, vedesi notaio che mi chiama per riparazione e nell’unica presa disponibile anzichè quella del pc aveva inserito quella della stampante adducendo come giustificazione: “e altrimenti come le stampo le pratiche, scusa?”
      – i messaggi di errore sono la perdita di tempo tra ciò che l’utente medio deve fare ed il cliccare “ok”
      – altro che leggenda metropolitana, il lettore/portabicchieri ha mandato moltitudini di figli dei tecnici per pc all’università.

      Detto questo, vvb utOnti!

  7. anna scrive:

    Commento da insegnante: vale sempre la regola che mai, in nessun caso, si può dare nulla per scontato!
    Ovviamente dalle mie precedenti esperienze lavorative so che questa è una regola aurea in qualsiasi lavoro in cui si abbia a che fare con clientela in senso lato, come ho potuto verificare durante un breve periodo passato a lavorare nel call center di una banca on line e mi è capitato di parlare con una signora che, dopo la mia richiesta di aprire una determinata finestra, non aveva risposto per qualche secondo e quando era tornata a parlare mi aveva chiesto per quanto tempo dovesse tenere aperta la finestra, che era dicembre e faceva freddo…

  8. Kitemaster scrive:

    Il computer odia.
    Egli ragiona, vive ed elabora con una viltà quasi umana.

  9. LegolasTheElf scrive:

    tanti anni fa ho avuto un caso di una signora che si lamentava del fatto che la pedaliera era veramente scomoda…. indovinate di cosa si trattava? 😀

  10. Maria scrive:

    Ciao a tutti. Seguo tutti gli amo il web ma non commento mai, però stavolta non posso esimermi. Mio papà ha compiuto da poco 91 anni. Gli ho insegnato ad usare il cellulare, a chiamare e rispondere. Poi è riuscito anche ad imparare a leggere ed eliminare gli sms. Adesso vuole imparare a scriverli. Escludo di fargli usare il T9, temo si confonderebbe, ma proverò col vecchio sistema (anzi se avete suggerimenti saranno benaccetti). Ecco, questo per dire che non c’è età per imparare, ma ovviamente con gli anziani diventa più complicato e non bisogna dare nulla per scontato. Non solo perché sono più lenti a memorizzare le cose, ma perché una persona che pensa ancora che se parli al telefono con un posto lontano devi urlare perché ti sentano meglio non ha davvero idea di come funzioni un cellulare, figuriamoci un computer. Mia nonna (classe 1900, andata via a 100 anni e quattro mesi) una volta mi chiese come fosse possibile che un telefono senza fili funzionasse, perché per lei era il filo che trasportava la voce. Figuratevi quando una volta, sentendo il telegiornale, mi ha chiesto cosa fosse un’antenna parabolica!! Buona serata a tutti e grazie per le risate che mi fate fare. Maria

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