Gravidanze multiple.

I motti di Amoilweb: frasi e locuzioni pronte per ogni occasione.

“Nove donne non fanno un figlio in un mese”

Sebbene il senso di tale utile frase spero sia chiaro ai più, occorre precisare che l’utilizzo normalmente fatto riguarda solo una casistica, purtroppo assai frequente, di Clienti.
La decennale esperienza nel settore ci fa dire che ne esistono alcuni con i quali nessuna spiegazione e motivazione per invitarli a riconsiderare la tempistica imposta per un progetto possa funzionare.

Ma procediamo con ordine.

Si sa, ci sono i sempre più rari Teneri di Cuore (in via di estinzione a causa delle numerose fregature subite) per i quali è sufficiente sapere che il tempo di sviluppo previsto da loro non basta.
Potrete addirittura spingervi a dire che avete l’insana abitudine di dormire la notte e che nel weekend siete usi trascorrere il tempo con i vostri cari senza che vi rispondano con il classico “amechemmenefotte” o con il più elegante “purtroppo non possiamo spostare la consegna”. Con loro, vita facile.

Ecco giungere il Tecnologo.
Occorre precisare che tecnologicamente ne sa poco di più della classica pro-zia che usa il tasto verde per rispondere alla telefonata e tasto rosso per terminarla (ma non è detto, in quanto in molti casi è convinta che il suo 3310 riceva soltanto e le conversazioni le chiudano sempre gli altri).
Ma è un bene informato: ama (platonicamente) la tecnologia, si applica, frequenta community, è abbonato a Wired e soprattutto ha il suo giro di contatti da consultare per un secondo parere e per chiedere qualche parolina tecnica con cui far bella figura durante i meeting.
Anche lui ha deciso quale sarà il tempo di sviluppo (che ovviamente non basta) e del resto se ne sapesse per davvero perché dovrebbe impuntarsi su una tempistica insostenibile? Fortunatamente però, sapendolo prendere, potete anche spuntarla usando il classicissimo “come tu sai perfettamente”.
Chiederà infatti a qualcun altro la veridicità della vostra richiesta di tempo aggiuntivo e c’è la speranza che il “secondo parere” confermi l’ipotesi. Occorrerà a quel punto incasinare le motivazioni con acronimi e tecnicismi per ottenere fiducia o, nei casi più illuminati, perdere un paio d’ore per spiegare per filo e per segno esattamente cosa occorrerà fare, perché e con che tempi. Non dimenticate che potreste di quando in quando diventare “informatori” a vostra volta per cui ricordate: a domande quali “quanto pensi ci voglia a fare un sito più o meno così” esagerate sempre nelle valutazioni. La prossima volta potrebbe toccare a voi star dalla parte di quelli che subiranno il vostro giudizio.

Abbiamo poi i più noti Clienti di Lunga Data e Grandi Opportunità, che sapendo perfettamente di rappresentare una fonte di introiti rilevante per voi non accettano alcuna revisione dei tempi di sviluppo da loro ipotizzati celandosi dietro l’amicale “fate uno sforzo per il vostro miglior cliente” o il più astuto “so che solo voi potete farcela”. Seguiranno attimi di silenzio in cui avrete la sensazione di riuscire a leggere nel pensiero altrui ma che, tolto l’istantaneo entusiasmo di aver ottenuto i super poteri tanto desiderati da bambino, saprete benissimo che ciò che non viene detto ma solo sottointeso è “se non ce la fate abbiamo una lista di fornitori alternativi che levati”.
Con questi Clienti l’unica carta di solito è l’arma economica (“occorrerà rivedere il budget”), sempre ammesso che non tirino fuori la lista di cui sopra corredata di costi orari prossimi allo zero per farvi desistere.

Non da meno gli Ambasciator Non Portan Pena, tutti occhiolini, pacche sulle spalle e all’occorrenza spallucce.
Il tempo di sviluppo da loro previsto (insufficiente) sarà sempre diretta derivazione del risultato di un GANTT comprendente tutti i possibili appuntamenti e impegni professionali, personali e ludici del decisore finale a cui devono rispondere (quali matrimoni, compleanni, ferie, festività soppresse, partite di calcetto dei figli e sessioni di pilates) , tutte attività che condurranno inevitabilmente alla data di consegna richiesta.
Non c’è modo di trattare e addurre motivazioni: la risposta sarà sempre “non dipende da me”, condito con la giusta dose di insulti verso l’origine e causa della “vostra” difficoltà. Vostra: perché lui sarà sempre e comunque innocente e compartecipe delle sventure che vi causerà riferendovi decisioni altrui senza colpa alcuna.
Siccome un Ambasciator è tale sia verso di voi che verso il suo superiore c’è sempre la speranza che decida di perorare la vostra causa e, badando bene a non risultare minimamente responsabile, faccia sapere che voi chiedete più tempo. Se il decisore finale sarà persona più illuminata del suo galoppino magari, ma il condizionale è d’obbligo, potreste anche spuntarla.

E veniamo a quelli cui questa frase è dedicata: gli Irremovibili.
Non importa se stanno chiedendo di realizzare un social network in un weekend, con gli Irremovibili non c’è ragione che tenga.
Questa è la richiesta, questa è la deadline.
Il resto cazzi vostri che avete voluto fare questo mestiere.
Se saprete ben argomentare le vostre motivazioni (sapendo che gli Irremovibili sono tali sia sui tempi che sui costi per cui a nulla serve parlare di integrazioni economiche) vi tenderanno la mano con due domande in successione, sempre le stesse e sempre quelle: “perché non ci lavorate di notte?” (alla quale farete presente che è già previsto lavoro su tre turni come ogni acciaieria che si rispetti) seguita subito dopo da “perché non ci mettete più persone?” convinti che una legione di programmatori accalcati uno sull’altro possano scrivere codice dividendosi le righe e riducendo proporzionalmente i tempi.
E qui, ultimo tentativo prima di rinunciare al lavoro, ecco la nostra frase.

E statene pur certi, ammesso che non l’abbia mai sentita prima, potrete strappare un gesto di solidarietà e calore umano del tutto inaspettato.
Un sorriso.
Ma subito seguito da “e mi raccomando, vogliamo vedere il lavoro una settimana prima della consegna, giusto per star tranquilli”.

14 thoughts on “Gravidanze multiple.

  1. Mi avete messo ansia, vado a lavorare.

  2. Tira piu’ un pelo di fibra che un carro di buoi

  3. skorpion scrive:

    dopo
    “perché non ci mettete più persone?”
    c’e’
    “non siete capaci a lavorare in gruppo.” con sequela di babilame sull’ “interfacciamento” nel lavoro del team, il planwork ecc ecc

    tristezza 😦

  4. Daniele scrive:

    Questa frase è stata detta dal mio capo al cliente (eravamo all’estero), prima in napoletano (con un po’ di corollario attorno) e poi con traduzione maccheronica in inglese…non ho mai riso così tanto…e anche il cliente ha riso comunque :)…evidentemente faceva parte dei Teneri di cuore

  5. Queste cose mi fanno paura! O_o

  6. lukasbrunner scrive:

    Corollario della legge di Brooks. Che non viene capito nemmeno nell’azienda per cui Brooks lavorava… 😦

  7. franci scrive:

    OK di corsa a lavorare 🙂

  8. dave scrive:

    anche peggio sono i clienti combo, che rientrano in più categorie.

  9. PeterBishop scrive:

    Lavoro da solo su un certo cliente (in sede dal cliente stesso). E ogni tanto mi chiede se è possibile “parallellizzare” due-tre lavori diversi da 8 ore ciascuno in modo da finirli tutti in giornata. Rispondo pazientemente che non è possibile, ma ogni tanto vorrei dirgli “aspetta che mi parallelizzo il cervello” 🙂

  10. Pietro scrive:

    senza parole … ragazzi siete dei grandi

  11. chiaramella scrive:

    :)))))) adotto la frase. La aggiungo in calce a qualsiasi valutazione tempistica aprioristica :D:D:D

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