Costi quel che costi.

Cliente: …e ora per avere il sito nella prima pagina di Google come si fa?

Io: Per questo è necessario un lavoro specifico a parte, mirato per il suo sito e il suo target. Le posso preparare un preventivo..

Cliente: Come come? Cioè, mi faccia capire: lei si fa pagare per qualunque cosa faccia?

Io: …mi faccia capire, nel suo ristorante la bistecca me la regala perché prima le ho ordinato un risotto?!

Un valido suggerimento di Heidi, che Ama il web, non ricambiata. E si fa pure pagare per ogni differente lavoro!

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13 pensieri su “Costi quel che costi.

  1. mykoize scrive:

    Ma lei si fa pagare per qualsiasi cosa?
    No, io di solito lavoro gratis -.-’

  2. Teo scrive:

    clienti con la faccia come il culo non ne mancano mai….

  3. Adam Trema scrive:

    tutto qui?

    Adam
    chiudigliocchi.wordpress.com

  4. Non appena si parla di soldi arrivano like e retweet a gogò! :D

  5. aggiungerei che quando si va a comprare il pane si paga alla cassa prima di uscire…

  6. xajare scrive:

    I pixel sono poco tangibili. Ma adesso pure i soldi sono virtuali. Quindi sarebbe meglio che la gente si adattasse: pagare per un servizio, anche digitale.

  7. glorialchemica scrive:

    Questa me l’appendo in ufficio!

  8. Marco scrive:

    Il fatto è che se il sito è ben progettato e il contenuto è interessante tutte le varie operazioni di SEO sono praticamente inutili, in quanto il sito si indicizza da solo.
    Per trasparenza e deontologia professionale questo andrebbe detto al cliente finale.

    Invece di farsi pagare per fare una (inesistente) indicizzazione occorrerebbe farsi pagare per un corso di formazione su come utilizzare correttamente il sito web appena consegnato.

    Ma capisco che un cliente non pagherebbe mai per una prestazione del genere, mentre invece farsi pagare un servizio di “posizionamento sui motori” o “indicizzazione web” è molto più semplice.

    E questo vale per il 90% dei nuovi siti web.

    In pratica molti sedicenti “indicizzatori” non fanno altro che installare uno dei tanti plugin SEO gratuiti per wordpress e si fanno pagare per inserire quattro parole chiave per ogni post o articolo.

    La verità è che il web oggi lo fanno tutti.
    Vecchi sviluppatori flash, artisti del web o peggio ancora “creativi” che trovatisi senza lavoro si reinventano web/app developers, non facendo altro che comprare dei templates, rimpinzarli di contenuti e rivenderli.

    E’ ovvio che questo tipo di persone non sa nemmeno come si fa la vera indicizzazione e si affida ai metodi di cui sopra. Vergognoso. Questi artisti/creativi andrebbero asfaltati.

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